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Le conseguenze dell’emergenza COVID19

Le conseguenze dell’emergenza COVID19

CristianoMasetto
5 Aprile 2020

L’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia causata dalla diffusione del virus Covid-Sars2 porta con sé numerose conseguenze sociali ed economiche. Ad oggi i casi confermati superano il milione in tutto il mondo.

Se, da un certo punto di vista, le implicazioni (non solo sanitarie) dovute al fenomeno risultano (a meno di un mese dal lockdown totale) risultano già tragiche, è pur vero che la riflessione in merito alle trasformazioni future dell’economia e dell’impresa hanno subito un’accelerazione importante in queste ultime settimane.

Inquinamento e questione ambientale, smartworking, nuovi modelli produttivi, sostenibilità e disponibilità finanziaria sono i temi principali su cui si è concentrata l’attenzione. Per l’impresa e il mondo produttivo in generale, quest’ultimo è il punto che, inevitabilmente, focalizza le attenzioni e le preoccupazioni degli operatori del settore.

Sopravvivenza, ripresa e rinascita sono le tre fasi che corrisponderanno alle fasi 1, 2 e 3 dell’emergenza. Nella difficoltà della situazione l’attivazione di misure finalizzate alla sopravvivenza delle imprese si è rivelata necessaria per calmierare il tessuto economico.

Ma quali sono, ad oggi le misure adottate dai decisori politici (a tutti i livelli)?

Le iniziative a livello europeo

Per far fronte all’emergenza la Commissione europea ha avviato un’iniziativa di investimento di risposta al Coronavirus (CRII – Coronavirus Response Investment Initiative) per mobilitare la politica di coesione per rispondere in modo flessibile alle esigenze nei settori più esposti (l’assistenza sanitaria, le PMI e i mercati del lavoro) e aiutare i territori più colpiti all’interno dei singoli Stati. A tal fine, il 13 marzo 2020 la Commissione europea ha presentato una serie di proposte volte a modificare la legislazione, tali proposte  consentono agli Stati membri di beneficiare di un maggiore sostegno finanziario e assistenza mirata.

Per rendere disponibili questi fondi, la Commissione ha proposto di mobilitare rapidamente le riserve di cassa provenienti dai fondi dell’UE. In modo da fornire liquidità immediata ai bilanci degli Stati membri, anticipando i 37 miliardi di euro non ancora assegnati di finanziamenti per la politica di coesione nell’ambito dei programmi della politica di coesione 2014-2020, fornendo così un impulso necessario agli investimenti economici.

Al fine di assicurare liquidità e continuità operativa alle PMI verranno attinte risorse dal FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale), tali risorse saranno impiegate per lo sviluppo di nuovi modelli di business, l’internazionalizzazione e la consulenza, ma anche per finanziare il capitale circolante al fine di mantenere intatta la capacità produttiva delle imprese

Contemporaneamente, la BCE ha avviato un programma di acquisto di titoli pubblici e privati pari a 750 miliardi di euro, il Pandemic Emergency Purchase Programme determinando una grande immissione di liquidità nel mercato.

A inizio aprile è stato avviato l’iter per l’approvazione del fondo Sure (Support to mitigate unemployment risks in emergency), un piano da 100 miliardi di euro finalizzato a mantenere in attività le imprese e che attraverso emissioni di titoli della Commissione europea sul mercato garantite dagli Stati membri (per circa 25 miliardi di euro) permetterà di finanziarie le cassi integrazioni nazionali.

Ad oggi – inoltre – rimane, di fatto, ancora aperta la discussione sull’attivazione del Meccanismo europeo di stabilità (MES) e sulla nascita di bond comuni (cd. Corona Bond).

Le iniziative del governo

Il governo italiano, d’altro canto, attraverso il decreto “Cura Italia” ha destinato 5 miliardi, con un effetto volano per circa 350 miliardi, per assicurare la necessaria liquidità alle famiglie e alle imprese.

In primis, si è provveduto ad una moratoria sui prestiti, congelando fino al 30 settembre linee di credito in conto corrente, finanziamenti per anticipi su titoli di credito, scadenze di prestiti a breve e rate di prestiti e canoni in scadenza.

Il decreto ha previsto un potenziamento di 1,5 miliardi del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, anche per la rinegoziazione dei prestiti correnti; la garanzia del fondo è pari all’80% dell’importo (e 90% in caso di riassicurazione di Confidi) per tutti i prestiti fino a 1,5 milioni. Al di sopra di questo importo la percentuale di garanzia viene modulata secondo le ordinarie regole del fondo, con la possibilità di ottenere comunque una garanzia all’ 80%, fino a 5 milioni per tutti i prestiti che rientrino negli ambiti di attività coperti anche dalle sezioni speciali.

Inoltre sono stati previsti 500 milioni di euro come garanzia in favore di Cassa Depositi e Prestiti al fine di rifornire le linee di credito da parte delle banche che finanziano imprese medie e grandi che non possono beneficiare del fondo PMI. Attraverso un sistema di semplificazione è stato previsto il rafforzamento dei Confidi per le microimprese.

Cassa Depositi e Prestiti ha inoltre rafforzato il suo impegno con un pacchetto di misure straordinarie per enti territoriali e imprese. Per quello che riguarda medie e grandi imprese sono stati previsti finanziamenti finalizzati a supportare fabbisogni finanziari connessi ad esigenze temporanee di liquidità o di capitale circolante.

I finanziamenti saranno concessi preferibilmente in cofinanziamento con il sistema bancario con quota CDP tra i 5 e i 50 milioni di euro e durata fino a 18 mesi.

Potranno richiedere questo tipo di operatività le imprese caratterizzate dai seguenti requisiti:

  • fatturato annuo maggiore di 50 milioni di euro;
  • presenza di un danno da emergenza COVID-19, dimostrabile, pari almeno ad una riduzione del fatturato del 10% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

Per ciò che riguarda invece le PMI la CDP rilascia garanzie fino al 50% al sistema bancario per agevolare l’erogazione di nuovi finanziamenti di breve termine finalizzati al finanziamento del circolante (ad esempio per necessità di materie prime, scorte di magazzino, semilavorati ma non solo) legato ad operatività con l’estero per sostenere le aziende in questa congiuntura e permettere loro di far fronte allo shock della filiera produttiva nazionale e internazionale e a momentanei ritardi nei flussi di incasso delle commesse in essere.

Focus sul microcredito

Il decreto “Cura Italia”, fra le altre cose, prevede una serie di misure anche per il microcredito. In primo luogo l’importo massimo delle operazioni di microcredito passa da 25 mila a 40 mila euro lasciando invariata la possibilità, già prevista dalla normativa, di un ulteriore aumento dell’importo pari a 10.000 euro – consentendo ai soggetti beneficiari del microcredito di ottenere un finanziamento complessivo massimo di 50.000 euro.

La moratoria prevista dal decreto “Cura Italia” riguarda le esposizioni debitorie nei confronti anche gli operatori di microcredito previsti dall’art. 111 del TUB; pertanto, tale moratoria può essere richiesta anche in relazione alle operazioni di microcredito.

Il decreto prevede che gli operatori di microcredito in possesso del requisito di micro, piccola e media impresa, possano beneficiare della garanzia del Fondo sui finanziamenti loro concessi da banche o intermediari finanziari. Condizione essenziale è che tali finanziamenti siano destinati, da parte dei predetti operatori, ad operazioni di microcredito. La garanzia è concessa a titolo gratuito e nella misura massima dell’80% dell’ammontare del finanziamento. Relativamente, poi, ai nuovi operatori di microcredito costituiti o che hanno iniziato la propria attività non oltre tre anni prima della richiesta della garanzia del Fondo e non utilmente valutabili sulla base degli ultimi due bilanci approvati, la garanzia è concessa senza valutazione del merito di credito.

Le iniziative della Regione Campania

IL 4 aprile anche la Regione Campania ha annunciato una serie di misure economiche destinate alle imprese previste per far fronte all’emergenza.

Il finanziamento totale sarà di 228 milioni di euro e articolato in cinque azioni:

  • Bonus a microimprese a fondo perduto: alle microimprese con meno di 10 addetti e fino a 2 milioni di euro di fatturato (che rientrano nei settori colpiti dall’attuale crisi) viene erogato nel mese di aprile un contributo una tantum di 2000 euro (totale messo a disposizione: 80 milioni di euro);
  • Costituzione fondo di liquidità confidi: costituzione di un fondo di garanzia tramite Confidi pe la concessione di garanzie su operazioni di credito attivate da microimprese operanti in Campania che non riescono ad accedere al Fondo Centrale di Garanzia (totale messo a disposizione: 13 milioni di euro);
  • Bonus lavoratori autonomi e liberi professionisti di 1000 euro una tantum che hanno fatturato meno di 35 mila euro nel 2019 e che autocertifichino una riduzione dell’attività nei primi 3 mesi del 2020. Per questa azione la spesa totale sarà di 80 milioni di euro;
  • Moratoria degli oneri dovuti dalle imprese insediate nelle aree ASI, tale moratoria viene concessa per i servizi che le aziende ricevono dai Consorzi. La spesa totale sarà di 5 milioni di euro;
  • Bonus imprese agricole e della pesca, ciascuna impresa in questione riceverà un contributo una tantum così strutturato: 1500 € per le aziende che hanno fino a 5 dipendenti; 2000€ per le aziende con più di 5 dipendenti (50 milioni la spesa totale)

Nuove opportunità?  

Se da un certo punto di vista l’emergenza legata allo scoppio della pandemia porterà inevitabilmente ad una crisi economica successiva, d’altro canto è innegabile che questa emergenza abbia spinto ad una riflessione più ampia in merito ad una serie di questioni, innanzitutto in merito agli investimenti nel settore sanitario (sicuramente quando questa fase emergenziale sarà passata si avrà un occhio di riguardo per il settore), ma sarà necessario mobilitare risorse economiche anche per salvare gli altri settori dell’economia (a partire da quello turistico che rischia il tracollo, ma per il quale già sono state previste una serie di misure atte a tamponare l’emorragia) al fine di evitare la stagnazione. Anche l’Unione Europea con tutte le sue istituzioni ha avviato un dibattito forte sulla possibilità di andare oltre taluni paradigmi considerati intoccabili al fine di affrontare in modo rapido e deciso l’emergenza. Se, quindi, è innegabile la pericolosità del momento, un altro punto di vista suggerisce la possibilità di nuove opportunità per le imprese.

Il 13 marzo, ad esempio, la Commissione europea ha aperto una Call (chiusa il 17 marzo) rivolta a startup e PMI che potrebbero aiutare a trattare, testare, monitorare altri aspetti dell’epidemia di Coronavirus, Con un budget di 164 milioni di euro, questo invito è stato di tipo “bottom up”, il che significa che non ci sono priorità tematiche predefinite e i candidati con innovazioni pertinenti al Coronavirus saranno valutati allo stesso modo degli altri candidati. Ciononostante, la Commissione cercherà di accelerare la concessione di sovvenzioni EIC (strumento finanziario finalizzato ad accelerare l’innovazione) e finanziamenti misti (che combinano sovvenzioni e investimenti già previsti dalle azioni di finanziamento) alle innovazioni pertinenti del Coronavirus, nonché di facilitare l’accesso ad altri finanziamenti e fonti di investimento.

Altra notizia degli ultimi giorni e molto interessante per il territorio riguarda gli investimenti in infrastrutture che si intende effettuare da qui al 2023.

“La rapida approvazione per legge degli aggiornamenti dei contratti di programma di Rfi e Anas consentirà di accelerare opere per 58 miliardi entro il 2023” ha dichiarato Gianfranco Battisti, amministratore delegato e direttore generale di Fs Italiane. In particolare, guardando all’immediato futuro, l’avanzamento dei cantieri sulla Napoli – Bari prevede 1,8 miliardi di investimenti per il raddoppio dei tratti di linea Irpinia – Orsara e Orsara – Bovino. Nel 2026, alla conclusione dei lavori, sarà possibile viaggiare da Napoli a Bari in 2 ore e, da Roma, raggiungere il capoluogo pugliese in 3 ore, facilitando gli spostamenti fra le tre metropoli.

Fonti:

[1] https://www.ilsole24ore.com/art/dai-fondi-ue-subito-175-miliardi-AD96LXE

[2] https://ec.europa.eu/regional_policy/sources/newsroom/crii/it_crii.pdf

[3] https://ec.europa.eu/regional_policy/en/newsroom/coronavirus-response/

[4] https://www.corriere.it/economia/finanza/20_aprile_02/cos-sure-piano-ue-lavoro-part-time-evitare-disoccupazione-partira-milano-0f537a0e-74cd-11ea-b9c4-182209d6cca4.shtml?refresh_ce-cp

[5] http://www.mef.gov.it/covid-19/Sostegno-alla-liquidita-delle-famiglie-e-delle-imprese-tramite-il-sistema-bancario/

[6] https://www.ildenaro.it/cassa-depositi-e-prestiti-2-miliardi-alle-imprese-e-prestiti-rinegoziati-con-gli-enti/

[7]https://www.cdp.it/sitointernet/page/it/cdp_nuove_misure_straordinarie_per_lemergenza_coronavirus?contentId=CSA27715

[8] https://cdp.it/sitointernet/it/nuova_liquidita_imprese.page

[9] http://www.microcredito.gov.it/comunicazione/news/1589-le-misure-per-il-microcredito-del-cura-italia.html

[10] http://www.regione.campania.it/assets/documents/piano-socio-economico-regione-campania.pdf

[11] https://ec.europa.eu/info/news/startups-and-smes-innovative-solutions-welcome-2020-mar-13_en?fbclid=IwAR3wxjZQN9cZXqh2urjkouqJxjxfPzutLrJVZpjb8M0EHlWdzlqX_dE5CcY

[12] https://www.ildenaro.it/fs-battisti-entro-il-2023-investimenti-per-58-miliardi-per-le-gare-seguire-il-modello-della-napoli-bari/

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