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Recovery fund e recovery bond, di cosa si parla?

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Recovery fund e recovery bond, di cosa si parla?

CristianoMasetto
27 Aprile 2020

Sembra che il Consiglio europeo del 23 aprile abbia segnato un passo avanti per la risposta dei Paesi dell’Unione europea all’emergenza Coronavirus attraverso l’istituzione del Recovery Fund e dei Recovery bond.

La battaglia sulle possibili conseguenze economiche derivanti dall’emergenza Covid ha portato ad una decisione comune che, tuttavia, non è stata risparmiata dalle critiche.

Partiamo con ordine, che cos’è il Recovery Fund?

Il Recovery Fund, tradotto letteralmente: fondo di recupero, è un fondo di emergenza che verrà istituito dall’Unione europea per fronteggiare la situazione economica sfavorevole conseguente all’epidemia di Covid19.

 Uno dei principali promotori della misura è stato il presidente francese Emmanuel Macron, questa soluzione è stata individuata come sintesi delle posizioni contrastanti fra i paesi mediterranei (principalmente Italia, Francia, Spagna e Portogallo) maggiormente colpiti dall’epidemia e orientati verso una mutualizzazione del debito pubblico dei singoli stati a livello europeo  e quelli continentali e scandinavi (Olanda, Danimarca, Austria e Finlandia principalmente) contrari alla soluzione proposta dai primi.

Come funzionerà il Recovery Fund?

Questo fondo sarà istituito a livello europeo e gestito dalla Commissione europea e dalla Banca europea per gli Investimenti (BEI). Il Recovery Fund raccoglierà sul mercato i capitali attraverso l’emissione di obbligazioni (Recovery bond) che saranno garantite sia dal bilancio europeo (’21-’27) che da ulteriori contribuzioni da parte degli Stati membri.

In cosa differisce dai Coronabond?

Nel caso del recovery Fund il bond viene emesso ed è garantito dal bilancio europeo e dalla contribuzione statale, quindi c’è un’emissione di debito comune, i capitali che entrano all’interno del fondo dopo la vendita dei bond vengono poi utilizzati per finanziare i settori colpiti dal blocco economico nei vari Paesi, attraverso un prestito a tassi di interesse molto contenuto.

L’idea del Coronabond deriva da quella più generale di Eurobond i quali prevedevano, invece, una mutualizzazione (quindi una condivisione) del debito, l’ipotesi che stava alla base era quella dell’emissione di titoli di debito comuni al fine di acquistare il debito di uno o più Stati che si trovano in difficoltà. Si tratta quindi di un’emissione di debito dell’Ue nel suo complesso, ovviamente avere debiti in comune presupporrebbe avere politiche fiscali comuni per poi ripagare i debiti contratti un tipo di unione ad oggi non esiste.     

Più specificamente, nel caso dei Coronabond si tratta di un’obbligazione emessa per far fronte alle spese legate alla diffusione dell’epidemia. Quindi per quelle sanitarie e quelle per rilanciare li settori economici che più hanno risentito delle politiche restrittive adottate dai singoli Stati.

La differenza principale consiste quindi nel grado di “implicazione nel debito altrui”, nel caso specifico, il Recovery Fund prevede un’implicazione minore.

I dubbi che permangono

Ad oggi sul Recovery fund sembra si sia raggiunta un’intesa, in realtà non è ancora così. Spetterà alla Commissione europea strutturare il nuovo fondo (e fra gli Stati permangono ancora delle divisioni per quello che riguarda la struttura delle garanzie, dove sono presenti ancora dubbi e incertezze), inoltre ancora non è chiaro a quanti miliardi di euro ammonterà (si va dai 540 miliardi, cifra che dovrebbe rappresentare la quantità minima, fino ai 1500 ipotizzati anche dal Presidente del Consiglio italiano, o anche di più).

Inoltre sembra ormai acclarato che gli investitori non siano rimasti per nulla soddisfatti dagli accordi raggiunti: il primo timore è quello di non vedere concretizzata l’ipotesi in tempi brevi (si ipotizza che una proposta definitiva sia elaborata non prima di settembre e operativa non prima del 2021) e quindi non riesca a fronteggiare per tempo la crisi.

Il 6 maggio la Commissione europea presenterà la proposta di bilancio Ue relativa alla questione Recovery Fund, bisognerà quindi aspettare le prossime settimane per vedere confermati o smentiti questi timori. 

Per saperne di più si consiglia la lettura:

[1] https://www.ilsole24ore.com/art/i-ritardi-ue-recovery-fund-e-impatto-rating-investitori-crisi-lasciata-governi-e-bce-ADmyYYM

[2] https://www.lavoce.info/archives/66029/il-cerino-chiamato-recovery-fund/

[3] https://formiche.net/2020/04/consiglio-ue-europa-conte-recovery-bond-mes/

[4] https://tg24.sky.it/economia/approfondimenti/eurobond-cosa-sono.html

[5] https://www.wallstreetitalia.com/recovery-fund-che-cosa-e-come-funzionera/

[6] https://www.agi.it/politica/news/2020-04-26/coronavirus-gentiloni-recovery-fund-ue-8442194/

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