Reading:
Conseguenze economiche del Covid, le previsioni dell’Istat

Image

Conseguenze economiche del Covid, le previsioni dell’Istat

CristianoMasetto
28 Aprile 2020

Lo scorso 22 aprile, l’Istat ha pubblicato un documento allo scopo di fornire “un contributo conoscitivo ai lavori della 10a Commissione del Senato per la predisposizione della Risoluzione in materia di sostegno ai comparti dell’industria, del commercio e del turismo nell’ambito della congiuntura economica conseguente all’emergenza da COVID-19”

Il documento cerca di fornire un quadro complessivo delle conseguenze economiche derivanti dall’elaborazione di quantificazioni delle principali variabili utili per definire il peso sull’economia nazionale delle attività che sono state sospese e a prescindere dalla possibilità per le imprese di attuare forme di lavoro a distanza (smart working) o di richiedere deroghe.

I dati utilizzati derivano dal Registro esteso sulle imprese “Frame-SBS” che hanno come anno di riferimento il 2017.

Secondo le simulazioni Istat nel settore dell’industria il 63,3% delle imprese ha visto la sospensione della propria attività, con il 59,3% degli addetti e il 58,9% dei dipendenti che attualmente vede il proprio impiego sospeso.

Diversa la situazione nei servizi dove il 43,8% delle imprese ha visto la sospensione della propria attività, con il 35,2% degli addetti e il 30,2% dei dipendenti che attualmente vede il proprio impiego sospeso.

Secondo il documento Istat, nel 2019, il numero di occupati è pari a 23 milioni 360 mila (media annua); il 68,6% lavora in uno dei settori di attività economica ancora attivi, per un totale di 16 milioni 928 mila occupati, e il restante terzo (7 milioni 332 mila occupati) in uno dei settori dichiarati sospesi dal decreto.

Preliminarmente l’Istituto nazionale di Statistica ha anche proceduto a sviluppare ulteriori stime basate sulle tavole input-output di Contabilità nazionale con l’intento di fornire elementi conoscitivi riguardo al possibile impatto sull’economia degli effetti dell’interruzione dell’attività dei comparti produttivi. Le stime prodotte prevedono due possibili scenari: uno in cui il lockdown esaurisca i suoi effetti per l’inizio del mese di maggio e un altro in cui questo avvenga a fine giugno.

Nel primo, la limitazione delle attività “fino alla fine di aprile determinerebbe, su base annua, una riduzione dei consumi finali pari al 4,1%, con una diminuzione del valore aggiunto generato dal sistema produttivo italiano pari all’1,9% (…) In termini occupazionali, la caduta del valore aggiunto coinvolgerebbe 385 mila occupati (di cui 46 mila non regolari) per un ammontare di circa 9 miliardi di euro di retribuzioni”.

Nel caso in cui la limitazione delle attività perduri fino al mese di giugno “la riduzione dei consumi sarebbe del 9,9%, con una contrazione complessiva del valore aggiunto pari al 4,5% (…) In questa situazione sarebbero poco meno di 900 mila gli occupati coinvolti, di cui 103 mila non regolari, per un totale di 20,8 miliardi di retribuzioni”.

C’è tuttavia da aggiungere che i risultati appena presentati non tengono conto della possibilità di differimento di alcune spese (quindi con la possibilità di posticipare i consumi e non annullarli completamente), in tal modo una parte della contrazione stimata potrebbe essere “recuperata”.

“In particolare, nello scenario di misure attive nei soli mesi di marzo e aprile, il recupero dei consumi differibili ridurrebbe di 0,6 punti percentuali la caduta dei consumi finali nell’insieme dell’anno (dal -4,1 al -3,5%) e, di conseguenza, di 0,3 punti la contrazione del valore aggiunto (dal -1,9 al -1,6%). Nello scenario che prevede il perdurare delle misure fino alla fine del secondo trimestre (quindi fine a fine giugno ndr), il recupero immediato dei consumi differibili ridurrebbe di 1,4 punti percentuali la variazione negativa dei consumi finali (dal -9,9 al -8,5%) e di 0,5 punti quella del valore aggiunto (dal -4,5 al -4,0%)”.

La lettura del documento Istat è disponibile sul sito dell’Istituto al seguente link: https://www.istat.it/it/archivio/241734

Related Stories

5 Aprile 2020

Le conseguenze dell’emergenza COVID19

Il COVID19 sta modificando radicalmente le nostre abitudini: un approfondimento sulle misure a contrasto dell'Unione Europea e del nostro Governo.

8 Giugno 2020

Decreto rilancio, quali opportunità per le start-up

Con il decreto rilancio, presentato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio 2020 sono molte le misure introdotte per sostenere il mercato di start-up e PMI, in particolare gli articoli 38 e 42 si soffermano sul mondo delle imprese innovative, con misure di sostegno diretto a facilitare l’accesso ai fondi per questo settore.

29 Giugno 2020

Startup innovative, qual è la situazione in Italia ?

Il Primo aprile 2020 è stato elaborato il rapporto congiunto da parte di UnionCamere, Ministero dello Sviluppo Economico e InfoCamere sulle Startup Innovative, relativo al 1° trimestre del 2020. Al termine di questo periodo il numero delle startup iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese è pari a 11206, in aumento del 3% rispetto al trimestre precedente.

Arrow-up