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Startup – “La Governance per un futuro vincente”

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Startup – “La Governance per un futuro vincente”

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4 Agosto 2020



Che cos’è la Governance e perchè è importante per una Startup? Negli stati Uniti, e più in generale nei mercati anglosassoni, le buone abitudini cominciano da subito: già dall’inizio startup ed altre iniziative vengono accompagnate da una buona pratica finanziaria e di governance societaria. Parlare di Governance sembra apparentemente precoce quando si parla di startup, ma in realtà se il progetto è ambizioso è il miglior momento per impiantare solide basi: è molto più semplice farlo quando il capitale è risibile e le relazioni tra stakholder sono ancora sostenute da ottimismo ed entusiasmo.

Programmare la governance si intende: disegnare la composizione dell’azionariato (privati, istituzionali, enti pubblici, crowdfunding, ecc.), degli amministratori (componenti indipendenti o professionisti del settore) e degli eventuali controllori (revisione dei conti e/o collegio sindacale). Farlo in base alle proprie possibilità è sicuramente un buon consiglio ma forzare qualche “atteggiamento” da società matura premia senz’altro sul lungo termine; se non allttro perché si forma col tempo una cultura d’impresa utile a considerare il confronto con gli altri un momento di crescita (perché si allena la capacità di sintesi) e non una scocciatura.

Sapere già da prima come “ospitare” nuovi soci, diversi e nuovi finanziatori ed anche stakeholder in generale diventa un grosso vantaggio per chi ha ben chiaro dove vuole arrivare e con quali tempi.

L’aumento di capitale oggi è molto favorevole per le startup innovative o per gli incubatori d’impresa grazie ai benefici fiscali riservati a questo tipo di società dalle leggi che si sono susseguite, inesorabili con proposte migliorative, sin dal Decreto Crescita 2.0 del 2012 (Governo Monti, Ministro Passera).

Oggi conoscere la materia e governarla vuol dire avere una forte leva (poter essere molto convincente) per raccogliere denari dai primi pazzi, parenti o amici (le famose FFF) che decidono di scommettere sulla tua iniziativa.

Allenarsi ad avere relazioni con potenziali finanziatori, costruire una narrativa credibile e studiare le materie tecniche da proporre è certamente un ingrediente indispensabile per chi sceglie di intraprendere. Peraltro se si riesce in questo esercizio di dialogo contiuno con piccoli investitori diventa più semplice immaginare, ad esempio, l’avvio di un primo round di equity-crowdfunding su piattaforme italiane o straniere.

Questa esigenza di coinvolgimento dei portatori di interessi diversi (oggi detti anche “stakeholders”) ed anche la capacità di narrazione delle società è ormai un trend che coinvolge anche le PMI, posto che le grandi imprese già da tempo curano l’immagine del brand attraverso campagne di coinvolgimento dei propri stakeholders.

Molto interessante è leggere i bilanci non finanziari del settore lusso (LMVH o Ferragamo per restare in patria) dove esistono meccanismi di fidelizzazione dei propri clienti mediante “club” privati o altre forme di relazione diretta tra azienda e clienti o tra azienda e fornitori che si traduce in incremento degli ordini (per i fornitori) ed eventi esclusivi, accesso privilegiato ad alcune collezioni, etc. (per i clienti).

La Governance è dunque il più ampio obiettivo di “governare” la pluralità di persone che ruotano intorno all’azienda, affinché tutti siano partecipi del percorso di crescita e magari sostengano il business anche tramite i propri canali personali.

Le strade per arrivare a risultati visibili nel breve periodo sono tante ma l’obiettivo deve essere sempre chiaro: cosa si concede in cambio? Molto spesso gli azionisti sono privi di wayout reali o di dividendi (anche dopo lo status di Startup Innovativa) a causa dell’attegiamento poi scarsamente attento dei founders.

Infatti sono ben poche oggi le società che si presentano al mercato, e dico mercato, non programmi di finanziamento para-statali, con proposte chiare e sincere: metti un euro nella mia impresa ed io mi impegno a restituirtene 10 fra 5 anni. Oppure: se il prodotto o servizio è ciò che ti ha portato a scommettere sulla mia azienda la partecipazione da socio può essere ripagata (anche parzialmente) da quei prodotti o servizi.

Insomma le formule sono tante e variegate e il tempo è propizio perché il quadro normativo è oggettivamente attraente.

Non resta che aspettare che si diffonda una buona prassi di proposte dagli startupper in grado di mettere nero su bianco gli impegni che desiderano assumersi.

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